Un vescovo statunitense vieta la preghiera a San Michele dopo la Messa.
Il vescovo Mark Beckman di Knoxville, nel Tennessee, ha ordinato ai sacerdoti di interrompere la recita collettiva della preghiera a San Michele Arcangelo immediatamente prima o dopo la Messa.
Nel suo articolo del 16 ottobre, egli sostiene che, per celebrare la liturgia «in conformità con lo spirito della Chiesa», i sacerdoti devono «catechesi il popolo di Dio, abbandonando le preghiere aggiuntive recitate in comune immediatamente prima, durante e immediatamente dopo la Messa».
Le preghiere aggiuntive – comprese quelle rivolte a San Michele, a San Francesco e allo Spirito Santo – non dovrebbero diventare elementi fissi della celebrazione della Messa. Egli ha citato l’invito del Concilio Vaticano II a una liturgia caratterizzata da «nobile semplicità».
Traduzione AI